Vivere in Sardegna

Vivere in Sardegna da pensionato estero: la flat tax al 7% e tutto quello che c’è da sapere prima

26/06/2026
Edil Costa Sarda
C’è un momento, per molte persone che visitano la Sardegna, in cui qualcosa cambia.

Non è un pensiero razionale. È una sensazione — il ritmo diverso delle giornate, il mare che non è solo uno sfondo, la scoperta che certi luoghi ti fanno stare bene in un modo che non sapevi spiegare.

E poi arriva la domanda: “E se non tornassi solo in vacanza?”

Per alcune categorie di pensionati che vivono all’estero, questa domanda ha oggi una risposta più concreta di quanto ci si aspetti — anche sul piano fiscale.

Cos’è la flat tax per pensionati esteri

Dal 2017, la legge italiana prevede un regime fiscale agevolato rivolto a chi:

  • percepisce una pensione erogata da un soggetto estero
  • non è stato residente fiscale in Italia per almeno 5 dei 10 anni precedenti al trasferimento
  • sceglie di trasferire la propria residenza in un comune del Mezzogiorno, delle isole come la Sardegna o di alcune aree specifiche, con popolazione inferiore a 30.000 abitanti

In presenza di questi requisiti, è possibile optare per un’imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi prodotti all’estero. Il regime ha durata massima di 10 anni e si rinnova annualmente con il pagamento di una somma forfettaria.

In termini pratici: pensione, rendite finanziarie, affitti esteri, plusvalenze — tutto ciò che proviene dall’estero può essere tassato, in Italia, a una flat rate del 7%.

Quali comuni della Sardegna rientrano

La normativa si applica ai comuni con meno di 30.000 abitanti situati nelle regioni del Mezzogiorno e nelle isole.

In Sardegna, questo include la grande maggioranza dei comuni. Nell’area della costa est dell’isola rientrano ad esempio:

  • Tortolì (~10.000 abitanti)
  • Lotzorai (~2.200 abitanti)
  • Santa Maria Navarrese (frazione di Baunei, ~500 abitanti)
  • Bari Sardo (~3.800 abitanti)
  • Cardedu (~1.700 abitanti)

Come funziona in concreto: il trasferimento di residenza

Per accedere al regime, è necessario trasferire la residenza anagrafica e fiscale in Italia. Non basta possedere una casa: occorre stabilire qui il proprio domicilio principale.

Questo comporta alcuni passaggi pratici:

  • iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) per chi è italiano, o registrazione anagrafica nel comune scelto per i cittadini stranieri
  • ottenimento o aggiornamento del codice fiscale italiano
  • dichiarazione di residenza presso il comune
  • apertura di un conto corrente italiano (non obbligatorio per legge, ma nella pratica quasi sempre necessario)
  • nomina di un commercialista o consulente fiscale abilitato per la presentazione dell’opzione in sede di dichiarazione dei redditi

Il trasferimento di residenza non significa necessariamente vivere in Italia tutto l’anno. Significa che l’Italia diventa il paese di residenza fiscale principale, con tutto ciò che ne consegue sul piano delle obbligazioni dichiarative.

Cosa succede dopo i 10 anni

Il regime ha una durata massima di 10 anni. Allo scadere, il contribuente rientra nel regime fiscale ordinario italiano, con tassazione progressiva IRPEF sui redditi globali.

Questo è un aspetto che molti trascurano in fase di valutazione. Chi sceglie questo percorso dovrebbe pianificare fin dall’inizio cosa accade al termine del periodo agevolato — sia in termini di carico fiscale sia in termini di eventuale rientro nel paese di origine o trasferimento verso un’altra giurisdizione.

Cosa non è la flat tax

La flat tax non è un’agevolazione pensata per chi vuole ottimizzare il proprio carico fiscale in modo opportunistico.

È un regime che ha senso per chi ha già scelto — o sta scegliendo seriamente — di costruire una parte della propria vita in Italia. Per chi compra una casa non solo per le vacanze estive, ma perché vuole trascorrere mesi all’anno in un posto che sente come suo.

In quel caso, la flat tax non è il motivo della scelta. È la conferma che quella scelta ha senso anche sul piano economico.

Avvertenza

Ogni situazione fiscale è diversa. I requisiti della normativa vanno verificati caso per caso con un commercialista o consulente fiscale abilitato, preferibilmente con esperienza in fiscalità internazionale.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale o legale. Prima di prendere qualsiasi decisione, è indispensabile rivolgersi a un professionista qualificato.